Cos’è l’adeguato assetto organizzativo?

Tutti ne parlano ma cos’è?

Il codice civile stabilisce all’art.  2086  che  “l’imprenditore….. ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura ed alle dimensioni d’impresa…”.

Si ricorda che è in vigore dal 16/3/2019 (ex D. Lgs  del 12/01/2019 n. 14 Articolo 375)

 

Ma a chi è rivolto?

A tutti gli imprenditori che operano in forma societaria o collettiva indipendentemente dal regime contabile adottato.

 

A cosa serve?

Serve per la rilevazione della situazione di crisi o del superamento della stessa al fine della continuità dell’azienda. In altre parole serve all’imprenditore.

Importante secondo alcuni sono gli indici di allerta della crisi, ma se ci basiamo su dati vecchi e non attendibili si rischia di arrivare tardi. Per altri l’attenzione viene spostata sulle responsabilità, sulle deleghe e sull’importanza di avere dei modelli D. Lgs 231/2001 per reati tributari, altri si concentrano solo sull’utilizzo di software particolari o sulla qualità. Tutti sono importanti ma serve una visione di insieme e soprattutto occorre intervenire prima possibile.

 

Ma come si può intervenire prima?

Come per le malattie occorre prevenire prima di curare. Attendere la redazione del bilancio è troppo tardi bisogna intervenire prima.

Necessaria una migliore conoscenza da parte dell’imprenditore che si acquisisce gradualmente avendo al proprio fianco persone che non solo danno consulenza ma concorrono a questo ampliamento della conoscenza. Occorre pianificare, avere una visione prospettica dell’azienda non viaggiare a vista.

Importante è affidarsi a consulenti seri e professionali con esperienza della materia aziendale, finanziaria.

 

E se si è già in crisi?

Ogni realtà è diversa occorre “entrare in azienda”, parlare con l’imprenditore, accompagnare l’imprenditore, nell’analizzare i processi aziendali e le aree di intervento.

L’azienda deve dotarsi di “procedure”, deve avere efficienza ed efficacia.

Importante è intervenire, muoversi.

 

Le aziende italiane di medio-piccole dimensioni che non hanno i mezzi per assumere un CFO interno né un esperto di controllo di gestione cosa possono fare?

Intanto crescere culturalmente nel proprio settore e nei settori correlati, investire tempo e affidarsi a consulenti preparati; parlo di investimento e non di costo in quanto tutto ciò è propedeutico a creare basi solide per il futuro prossimo; per intervenire bene ci vuole tempo e professionalità.

L’imprenditore deve evolversi.

Il mondo sta cambiano anche se noi non lo vogliamo; la concorrenza cresce, i bisogni cambiano e tutti dobbiamo adeguarci, diversamente saremo fuori dal mercato.

Previous Post