PREMI DI PRODUTTIVITÀ E WELFARE

La legge di bilancio 2017 estende, a decorrere dal 1° gennaio 2017, la possibilità di fruire dei premi di produttività e potenzia il welfare aziendale dei lavoratori dipendenti del settore privato. In particolare, in relazione ai premi di produttività, è previsto un innalzamento, da 50.000 a 80.000 euro, del tetto massimo di reddito da lavoro dipendente, relativo al periodo d’imposta precedente, che consente l’accesso alla tassazione agevolata (tassazione agevolata del 10% in sostituzione dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali).

Con l’innalzamento dei limiti reddituali si amplia notevolmente il novero dei soggetti che possono fruire dei benefici fiscali previsti per i premi di risultato che presentano determinati requisiti. Possono usufruire del regime fiscale agevolato i datori di lavoro del settore privato, siano essi imprenditori o meno.

Per premi di risultato si intendono: “le somme di ammontare variabile la cui composizione sia legata ad incrementi di produttività, qualità, efficienza e innovazione”.

L’insieme delle condizioni previste dagli accordi, al verificarsi delle quali matura il diritto alla corresponsione di una data somma, è regolato esclusivamente dalla contrattazione collettiva.

I premi devono essere corrisposti in esecuzione dei contratti collettivi aziendali o territoriali che siano sottoscritti dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dalle loro rappresentanze sindacali. L’azienda che non ha sottoscritto un contratto aziendale o non intenda sottoscriverlo, può corrispondere premi di risultato con il prelievo fiscale agevolato, sempre che recepisca almeno i contenuti di un contratto collettivo territoriale anche se riferito ad una categoria diversa da quella di appartenenza.

Il recepimento potrà avvenire attraverso una semplice comunicazione scritta fatta ai lavoratori in cui si precisa l’adozione dello specifico accordo territoriale. Non è necessario acquisire la firma per accettazione da parte dei lavoratori, ma è sufficiente che sia presente una modalità che provi l’avvenuto recepimento dell’accordo.

Il reddito di lavoro dipendente percepito nel 2016 dal lavoratore non deve superare il limite di 80.000 euro e si precisa inoltre che:

1) il limite è riferito all’anno precedente e dunque non ha alcuna valenza l’eventuale superamento di tale limite nell’anno di applicazione della detassazione;

2) devono essere cumulati i redditi di tutti i rapporti di lavoro dipendente intercorsi nel periodo di riferimento;

3) devono essere considerati i soli redditi soggetti a tassazione ordinaria.

Gli importi dei premi erogabili aumentano da 2.000 a 3.000 euro nella generalità dei casi e da 2.500 a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Il limite di 3.000/4.000 euro deve intendersi al lordo della ritenuta fiscale del 10% e al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie; eventuali importi eccedenti sono assoggettati alla tassazione ordinaria.

Non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente:

  1. i contributi alle forme pensionistiche complementari;
  2. contributi di assistenza sanitaria fino a 3.615,20 euro;
  3. il valore degli azioni offerte alla generalità di dipendenti.

E’ ammessa la conversione del premio in una prestazione sociale, che può consistere in un pacchetto di beni e servizi di welfare aziendale, da destinare ad esempio alla retta dell’asilo nido, alla baby sitter o alla previdenza o sanità integrativa, al fine di estendere a tali somme la completa esenzione fiscale. In questo caso anche il datore di lavoro non pagherà i contributi previdenziali ed assistenziali.

L’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può altresì avvenire mediante documenti di legittimazione (voucher), in formato cartaceo o elettronico, anche cumulativi, riportanti un valore nominale. I voucher devono essere nominativi, non monetizzabili né cedibili a terzi e devono dare diritto ad un solo bene, prestazione, opera o servizio per l’intero valore nominale senza integrazioni a carico del titolare.

L’opzione è consentita qualora ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

1) le somme costituiscano premi o utili riconducibili al regime agevolato (e pertanto potenzialmente detassabili);

2) la contrattazione di secondo livello attribuisca al dipendente la facoltà di convertire i premi o gli utili in benefit. Il benefit erogato in sostituzione del premio di risultato dovrà essere valorizzato secondo il valore normale.

La parte di premio non sostituita dal benefit sarà assoggettata all’imposta del 10% o alla tassazione ordinaria, a scelta del prestatore di lavoro.



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